La svolta

Ilva, trovato l’accordo per la produzione di Cornigliano.

Festa tra i lavoratori: presidio e blocchi verso la rimozione

Impegno a far ripartire la linea dello zincato sul breve periodo. E in caso di offerta non sufficienti, impegno a stabilizzarle

di N.Giordanella, F.Canessa

 

( guarda un video di IVG.IT con le parole di Palombo FIOM e la felicità dei lavoratori )

 

05 Dicembre 2025 13:18

Genova. Fumata bianca a Roma durante l’incontro tra ministero, enti locali e commissario straordinario sul mantenimento della produzione nello stabilimento ex Ilva di Cornigliano.

Secondo quanto emerso, il commissario si è impegnato a far ripartire la linea dello zincato con l’arrivo di 24mila tonnellate di acciaio da lavorare, bilanciando questo “rifornimento” con quello relativo alla banda stagnata, mantenendo quindi i livelli occupazionali. Ma non solo: per il lungo periodo è arrivata l’apertura sul fatto che in caso ci siano delle offerte non sufficienti sufficienti o non stabili che possano garantire il livello occupazione, il governo potrà intervenire per stabilizzarle.

La notizia è arrivata anche a Cornigliano, accolta tra il boato e i festeggiamenti. Dopo cinque giorni di sciopero, quindi, il blocco e il presidio saranno smobilitati nelle prossime ore: “Buone notizie sì, problemi finiti no – ha commentato a caldo Armando Palombo, Fiom – La latta continuerà con gli ordini già in cassetto, ci sarà un rallentamento sul cromato. Sullo zincato abbiamo i numeri per arrivare a febbraio con tre settimane di fermata per manutenzione. Questi sono numeri che a noi vanno bene. Qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza. Riprendiamo l’attività da domani a pieno regime con 585 persone a lavorare, 280 in cassa integrazione e 70 in formazione, ma con la zincatura in funzione. Qui sbaracchiamo tutto e puliamo tutto.”

La nota del Mimit

“Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato al Mimit il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e il sindaco di Genova, Silvia Salis, per fare il punto sul futuro dell’ex Ilva e sulle prospettive di rilancio dello stabilimento di Genova-Cornigliano – si nelle nella nota stampa arriva dal Mimit –  La struttura commissariale sta lavorando a un percorso che possa rispondere alla principale richiesta dei lavoratori, ovvero rimettere in funzione anche la linea dello zincato, bilanciandola con la produzione della banda stagnata, con i numeri complessivi dei lavoratori impiegati che sono stati comunicati la scorsa settimana.

“Il ministro Urso ha ribadito anche alle istituzioni liguri che non vi è alcun piano di chiusura e che il programma di manutenzione avviato a Taranto è orientato a ripristinare una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate – prosegue il comunicato – La riduzione dei flussi di coils verso il Nord è quindi temporanea, legata ai lavori sugli impianti, in vista della ripresa produttiva. Urso ha infine confermato che il Governo è pienamente impegnato a garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e il percorso di decarbonizzazione, anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico, ove richiesto e necessario, a sostegno del piano industriale“.

Salis: “Situazione resta delicata”

“Si tratta di una piccola apertura, ovviamente non definitiva perché tutto dipenderà dalle modalità e dai tempi delle offerte, però insomma raccogliamo degli elementi che non sono negativi – commenta Silvia Salis oggi a Roma – c’è stato un impegno anche da parte del commissario a venire incontro a quelle che sono alcune richieste dei nostri lavoratori.

Sull’ipotesi di chiusura, però, non tutti i nodi sono stati appianati: “La preoccupazione rimane sempre, nel senso che è un’operazione molto complessa e molto delicata – ha poi aggiunto – però in questo chiederemo l’assicurazione sempre più forti che poi ci sia un reale intervento del governo in caso non fossero sufficienti poi le offerte private”

Ex Ilva, i commenti della politica

Soddisfatta Ilaria Cavo, deputata ligure, presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati e vice presidente della commissione Attività produttive della Camera: “Accogliamo con favore l’esito dell’incontro sull’ex Ilva di questa mattina al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con gli enti locali. Oggi da Roma arriva quel segnale atteso e importante che avevano chiesto i lavoratori e che avevamo chiesto anche Noi Moderati in Aula alla Camera, con la domanda precisa che avevo rivolto al ministro Urso nel question time di mercoledì: la ripartenza della linea della banda zincata. Si tratta di un segnale rilevante, perché significa che nello stabilimento di Genova ripartono entrambe le linee: proseguirà quella della latta, già attiva, e riprenderà anche quella della banda zincata (anche se in percentuali inferiori, in maniera temporanea, in attesa che vengano ultimati i lavori di manutenzione agli impianti di Taranto), riconoscendo così quel ruolo di eccellenza nella sua interezza che lo stabilimento di Cornigliano rappresenta nella filiera nazionale dell’acciaio. A fronte del lavoro di mediazione istituzionale, questo è il momento della responsabilità da parte di tutti, per evitare episodi di contrapposizione che possano minare questo percorso in evoluzione, che dovrà avere continuita’ e per il quale il monitoraggio dovrà essere costante, in attesa della conclusione della gara per la quale oggi è stata data tra l’altro l’apertura, da parte del Ministro, alla partecipazione di un soggetto pubblico laddove richiesto e necessario per sostenere il piano industriale. Esprimo la mia solidarietà alla Uilm per gli episodi appresi oggi. La violenza non può far parte di questo percorso”.

Fratelli d’Italia Liguria attacca il centrosinistra: “Sull’ex Ilva abbiamo sentito l’opposizione in Regione e al governo attaccare pretestuosamente il ministro Urso, dandogli dell’incompetente, ma l’esito positivo dell’incontro odierno conferma le dichiarazioni rilasciate dallo stesso ministro negli scorsi giorni e certifica che l’impegno del governo Meloni nella tutela dei posti di lavoro e di un asset strategico quale è l’acciaio per l’Italia. Alla sinistra che ha alimentato una narrazione tossica e a chi nel sindacato invocava scontri e violenza, alla continua ricerca di un incidente da usare come capro espiatorio per poter addossare una qualche responsabilità sul Governo Meloni, diciamo ‘ve lo avevamo detto’ e anche oggi abbiamo avuto la prova che cavalcare la piazza violenta non porta nulla di buono e come accaduto a Torino, abbiamo visto che gli si rivolta contro. Esprimiamo la nostra solidarietà ai sindacalisti della Uilm rimasti vittima di questa escalation di violenza voluta e studiata a tavolino. Spiace vedere ancora una volta che Silvia Salis non abbia condannato i cori sessisti contro la premier Giorgia Meloni, ma d’altronde in questa partita ha giocato la carta della non chiarezza dall’inizio e non ha mai condannato le parole violente, limitandosi ad auspicare che non ci fosse violenza. E vorremmo vedere il contrario”.

Una nota molto simile, quella dei parlamentari liguri di Fdi, Matteo Rosso e Maria Grazia Frijia insieme al senatore Gianni Berrino: “Apprendiamo con soddisfazione l’esito positivo del tavolo sul futuro dell’ex stabilimento Ilva di Genova Cornigliano. Le soluzioni prospettate dalla struttura commissariale di bilanciare la linea dello zincato con la produzione della banda stagnata hanno portato alla smobilitazione della protesta. Spiace solo constatare che al Mimit sono state ribadite le parole che il Ministro Adolfo Urso sta ripetendo in ogni occasione: nessun piano di chiusura, nessun licenziamento e il ripristino della produzione a Taranto. Parole che la sinistra, sia a livello locale che Nazionale, ha voluto colpevolmente ignorare preferendo una propaganda artefatta alimentando, così, le paure di chi vede in pericolo il proprio posto di lavoro. Oggi una volta in più viene meno la narrazione fallace ed irresponsabile di chi ha speculato politicamente per dare una spallata al Governo Meloni anche per mezzo di una strategia della tensione come abbiamo sentito da autorevoli voci sindacali. Infine attendiamo ancora le parole di condanna del Sindaco Silvia Salis per i cori violenti e sessisti al Presidente Meloni, ma temiamo che anche questa volta vedremo all’opera il doppiopesismo tipico della sinistra”.

Sul tema di segno opposto la nota di Andrea Orlando, responsabile nazionale Politiche industriali Pd e consigliere regionale come il segretario regionale Pd Davide Natale e il segretario metropolitano Simone D’Angelo: “Accogliamo con soddisfazione il passo compiuto oggi dal Governo sulla vertenza dell’ex Ilva di Cornigliano, un passo che conferma ciò che sosteniamo da settimane: gli impedimenti evocati dal ministro Urso non esistevano. E che fossero solo pretesti oggi è purtroppo evidente. Resta però incomprensibile – e politicamente grave – la scelta del Governo di portare ogni volta la tensione con i lavoratori fino allo stremo, come se fosse necessario arrivare sempre al limite prima di assumere decisioni che erano chiare e possibili fin dall’inizio. Questa soluzione è costata cinque giorni di sciopero, cinque giorni di stipendio perso per centinaia di lavoratrici e lavoratori, oltre a un clima di esasperazione che poteva e doveva essere evitato. Le istituzioni locali ora hanno il dovere di vigilare con la massima attenzione affinché l’impegno assunto oggi dal ministro Urso trovi una concreta attuazione e non resti un’affermazione priva di seguito, come purtroppo già accaduto in passato. Il territorio, le famiglie e l’intera comunità produttiva hanno bisogno di certezze, non di forzature o di conflitti inutilmente alimentati. Per la tenuta dell’occupazione e per la trasformazione del sito serve una programmazione seria, trasparente e condivisa, che riconosca pienamente il ruolo imprescindibile dello Stato nel guidare la transizione. È indispensabile che il Governo assuma finalmente un metodo diverso, fondato su meno propaganda e più responsabilità verso chi lavora e manda avanti il Paese”.

( da www.genova24.it )